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Schede informative

Il criceto

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Luglio 2014 12:40 Scritto da Administrator Giovedì 28 Luglio 2011 20:40

Testo criceto

 

La cavia

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Novembre 2013 11:15 Scritto da Administrator Giovedì 28 Luglio 2011 20:40

Tassonomia

  

La cavia  è un roditore molto simpatico che riesce ad instaurare profondi legami con i proprietari. In casa non è di difficile gestione anche se, come per tutti gli animali, ha delle peculiarità che richiedono la dovuta attenzione ed il dovuto impegno per permettere lo sviluppo ed il corretto mantenimento delle caratteristiche fisiologiche e comportamentali del piccolo animale senza arrecargli danno.

  

Classe : Mammalia (Mammiferi)
Ordine: Rodentia (Roditori)
Sottordine: Hystricomorpha (Istricomorfi)
Famiglia: Caviidae
Genere: Cavia
Specie: C. aperea porcellus  

  

In seguito a studi eseguiti sul patrimonio genetico delle cavie questa classificazione tradizionale è stata messa in discussione, ed è possibile che in futuro se ne formuli una diversa che includa la cavia in un ordine a parte.

  

       

 

Note storiche  

Le cavie (chiamate anche cavie peruviane, porcellini d’India) sono state addomesticate in sud-America circa nel 500-1000 d.C. (anche se qualche notizia, riporta date molto antecedenti, circa 1000 anni a.C.) ed erano utilizzate principalmente come fonte di cibo o in cerimonie religiose. In Europa furono importate circa 400 anni fa e divennero quasi subito animali da laboratorio o da compagnia.Oggi esistono in commercio, principalmente 3 varietà: Inglese/Americana a pelo corto, Peruviana, Abissina. La Peruviana è la varietà a pelo più lungo (anche più di 15 cm), l’Abissina ha il pelo relativamente corto ma che forma rosette che ne conferiscono un aspetto molto particolare.

Il colore del mantello comprende il bianco, il nero, il fulvo, il castano scuro, sia monocromatico che bi o tri colore.

Habitat naturale e comportamento allo stato selvatico   

L’ambiente di origine delle cavie è rappresentato da diversi paesi sudamericani, in particolare Argentina, Uruguay e Brasile. Il loro habitat è rappresentato da pianure erbose aperte e si ritrovano ad altitudini fino a 4.200 metri. Il clima è asciutto, semi-arido, stabile tutto l’anno, caratterizzato da giornate temperate e notti fredde. Le cavie sono strettamente erbivore, e si nutrono di erbe, radici, frutta e semi. Sono animali gregari; formano dei piccoli gruppi (5-10 animali) comandati da un maschio dominante; i membri del gruppo restano sempre vicini, e svolgono insieme tutte le attività. Prevalentemente non scavano tane o nidi, ed utilizzano le tane abbandonate da altri animali. Sono attive soprattutto di mattina e di sera ed evitano la luce intensa. Le cavie “pascolano” più o meno per tutta la giornata; le feci vengono  deposte dove capita. Di fronte ad una minaccia o ad un pericolo le cavie reagiscono con una fuga precipitosa; quando un individuo fugge, tutte le altre cavie del gruppo lo imitano immediatamente. Un altro atteggiamento tipico è quello di immobilizzarsi completamente di fronte ad una situazione di minaccia o ad un suono che le allarma.  

 

Le cavie comunicano tra loro con una varietà di suoni, simili a squittii; i biologi hanno identificato almeno 11 diversi tipi di suono, ciascuno con un suo preciso significato. Utilizzano anche segnali olfattivi; marcano il territorio strisciando la regione perianale contro il terreno, per lasciare il secreto delle ghiandole che si trovano in quella zona. I maschi utilizzano anche l’urina. Del loro comportamento allo stato naturale non si sa molto, dal momento che sono animali molto timidi e schivi che sfuggono al minimo segno di pericolo. E’ stato osservato che cavie alloggiate da sole sono molto attive, con periodi di veglia di oltre 20 ore al giorno.

  

  

Conoscere la cavia

  

Caratteristiche fisiche

Il peso medio del maschio è di 900-1000 g, mentre la femmina è di 700-900 g. La vita media è di 4-5 anni, anche se possono raramente arrivare a 7-8 anni. Il corpo è tozzo, senza coda, con un collo corto e zampe brevi. Il muso è adornato da lunghi peli tattili, le vibrisse: le orecchie sono grandi e ovoidali, ricoperte da pochissimi peli. Dietro le orecchie è presente una piccola zona priva di peli, che non deve essere scambiata per una malattia della pelle. Il labbro superiore è diviso in due; scostando le labbra si osservano gli incisivi, lunghi e bianchi. Le cavie hanno 20 denti: 2 incisivi superiori e 2 inferiori, 3 premolari superiori e 3 inferiori da ogni lato, e 1 molare superiore ed 1 inferiore da ogni lato. Tutti i denti della cavia, sia gli incisivi che molari e premolari, sono a crescita continua (vengono pertanto definiti a radice aperta o ipsodonti): significa che continuano a crescere per tutta la vita e che vengono mantenuti della giusta lunghezza tramite il consumo reciproco, che avviene principalmente durante la masticazione del cibo. Nelle zampe anteriori sono presenti quattro dita, e in quelle posteriori solo tre; tutte le dita sono fornite di unghie. La parte inferiore delle zampe è priva di peli e presenta dei cuscinetti evidenti. La femmina ha un solo paio di mammelle, poste nella regione inguinale. I due capezzoli sono presenti anche nel maschio. Da ciascun lato degli organi genitali è presente una sacca perineale, una tasca di cute che contiene una ghiandola, la quale produce un secreto con cui viene marcato il territorio. Nel maschio è presente l’osso del pene. L’intestino tenute è molto lungo, ben 125 cm; il cieco è molto sviluppato (rappresenta l’organo più

voluminoso dell’addome), e ha la forma di una sacca semicircolare. Il maschio ha la caratteristica di avere gli anelli inguinali aperti: significa che attraverso l’anello inguinale (un’apertura della parete muscolare dell’addome) i testicoli possono rientrare nell’addome. La vagina è caratterizzata da una membrana che la sigilla, e che si apre solo durante il calore o il parto.

  

  

Comportamento

Le cavie hanno il tipico comportamento degli animali da preda: sono molto timide e circospette, e si mettono in allarme al minimo segno di pericolo. Pertanto sono facilmente stressabili,  hanno bisogno di un ambiente tranquillo e di essere avvicinate e manipolate con gentilezza. Le cavie sono creature molto abitudinarie e non amano le novità o i cambiamenti. Qualunque variazione del loro habitat (un cambio di gabbia,  di casetta,  di substrato o di compagni) rappresenta un fattore di stress. Anche un alimento che non conoscono viene talvolta considerato con sospetto e evitato con cura,  addirittura il cambio del recipiente del cibo può spingerle a rifiutarsi di mangiare. Sono molto sociali, e hanno bisogno della presenza e del contatto fisico dei loro simili; pertanto è molto importante fornire molte attenzioni ad una cavia tenuta da sola e passare insieme a lei dei lungi periodi tutti i giorni. Le cavie amano essere coccolate e ricambiano con tantissimo affetto le cure del proprietario, con cui riescono a stabilire un forte legame.

L'alloggio

Le cavie sono poco esigenti riguardo il tipo di gabbia. Il requisito più importante concerne lo spazio, che deve essere più ampio possibile: le dimensioni minime sono di 80 x 40 cm per una cavia alloggiata da sola. Più cavie richiedono uno spazio proporzionalmente maggiore. E’ possibile costruire artigianalmente delle gabbie più ampie, o collegare tra loro più gabbie per permettere agli animali di fare più esercizio. Il fondo deve essere preferibilmente solido, perché le cavie hanno zampe relativamente piccole rispetto al peso che devono sostenere e la griglia può favorire l’insorgenza di lesioni ai piedi; inoltre su una griglia di dimensioni non appropriate le zampe possono incastrarsi e fratturarsi. La parte inferiore della gabbia deve avere le pareti laterali relativamente alte, in modo che il materiale del fondo non cada continuamente al di fuori.

. I materiali migliori sono rappresentati da acciaio e plastica. Il fondo della gabbia deve essere riempito di materiale assorbente, morbido e innocuo per l’animale; non deve essere polveroso poichè piccole particelle possono venire inalate. La segatura e i trucioli non sono una buona scelta, perché aderiscono alla zona genitale e possono creare seri problemi. Materiali adatti sono rappresentati dal tutolo di mais, pellet di carta riciclata (si trovano nei negozi per animali), carta a pezzi, fieno. Ponendo sul fondo della gabbia dei fogli di giornale, e al di sopra di questi la lettiera, la pulizia risulta molto facilitata, asportando i giornali del fondo insieme alla lettiera. La lettiera deve essere spessa e sempre molto pulita, per assicurare la salute delle zampe.

Un indispensabile accessorio della gabbia è una casetta. Le cavie sono animali molto timidi, e quando non si sentono sicuri corrono a rifugiarsi in un posto riparato. Una casetta consente alla cavia di mettersi al riparo ogni volta che ne sente la necessità, con indubbi vantaggi dal punto di vista psicologico, inoltre costituisce l’indispensabile nido dove la cavia va a dormire . La casetta può anche essere di legno o di cartone, da sostituire quando è sporca o troppo danneggiata dai denti.

Altri accessori sono: le rastrelliere, per contenere il fieno e le verdure, dei recipienti per il mangime, preferibilmente di ceramica perché non siano facilmente rovesciabili, e gli abbeveratoi. Le cavie tendono ad entrare e defecare nei recipienti del cibo, i quali non dovranno quindi essere troppo larghi, in modo da impedire al roditore di entrarci. Gli abbeveratoi devono essere a goccia da appendere alla parete della gabbia, in modo che l’acqua sia sempre pulita. Fate però attenzione al loro corretto funzionamento: le cavie amano soffiare dentro il tubo dell’abbeveratoio, intasandolo con particelle di cibo e bloccando l’uscita dell’acqua. L’acqua và cambiata tutti i giorni e il beverino accuratamente pulito dato chè soffiandoci dentro le pareti si sporcano di verde

  

Collocazione della gabbia

  

La gabbia deve collocata in una zona tranquilla, dove non ci siano troppi rumori molesti (schiamazzi, stereo, radio, televisione) o confusione e dove cani, gatti o furetti non abbiano accesso. Le cavie sono facilmente spaventate da rumori improvvisi e dalla presenza di potenziali predatori. La temperatura ambientale ideale è di 21°C, e comunque compresa tra 18 e 26°C. Una cavia sana e con una casetta riparata può affrontare temperature inferiori. Le alte temperature sono sopportate molto male, soprattutto in presenza di umidità elevata. Le cavie non sudano ed hanno un corpo molto compatto, che dissipa male il calore, e temperature elevate (già sopra i 27°C) ne possono causare la morte. L’umidità relativa dell’ambiente va mantenuta nell’intervallo del 30-70%. Durante la stagione calda si dovrà quindi avere la precauzione di sistemare la gabbia nel punto più fresco della casa, evitare l’esposizione diretta al sole (ad esempio di fronte ad una finestra, o su una terrazza), perché il calore eccessivo può uccidere le cavie in pochissimo tempo.   

 

Fuori dalla gabbia

  

Le cavie difficilmente possono essere addestrare a sporcare nella cassetta, e depositano feci e urine un po’ dappertutto; inoltre, tendono a rodere tutto quello che capita loro a tiro. Per questo motivo non sono molto adatte ad essere lasciate libere di girare per la casa, a meno che non le si sorvegli a vista e non si sia disposti a pulire spesso dove sono passate. In ogni caso, occorre evitare che la cavia venga a contatto con fili elettrici, sostanze tossiche o piante velenose, e che possa trovare una via di fuga. Se la si porta all’esterno, è indispensabile procedere per gradi e scegliere un posto assolutamente tranquillo, senza via vai di persone, dove non accedano cani o gatti, e sempre sorvegliandola a vista. Se la cavia si spaventa e scappa, può essere molto difficile o impossibile recuperarla.

La cavia e gli altri animali

Cane

I cani sono portati per istinto a cacciare, e rappresentano un grave pericolo per le cavie. In generale, non fidatevi mai a lasciare insieme liberi, senza supervisione, un cane e delle cavie, perché bastano pochi istanti perché accada l’irreparabile. In vostra assenza, non lasciate neppure il cane da solo con la cavia chiusa in gabbia, poiché il cane potrebbe abbaiare e dare zampate alla gabbia, disturbando notevolmente il povero roditore.

Gatto

È poco probabile che un gatto causi problemi ad una cavia (tranne che per una molto giovane e quindi di piccole dimensioni), a causa della taglia relativamente grande di questo roditore. Tenete però a mente che, magari anche solo per gioco, il gatto con un graffio può ferire la cavia, specialmente se viene colpito un occhio. Vale sempre la regola di non lasciare mai insieme i due animali senza controllo, a meno che la coppia non sia più che collaudata e perfettamente affidabile.

Coniglio

Come la cavia, anche il coniglio è un animale sociale e che ama la compagnia, per cui potrebbe andare d’accordo molto bene con il piccolo roditore. E’ necessario però che il coniglio (tanto un maschio che una femmina) sia sterilizzato, altrimenti all’insorgenza della maturità sessuale cercherà di accoppiarsi ripetutamente la cavia, e si comporterà con aggressività nei suoi confronti. Un’altra precauzione importante consiste nel mettere nella gabbia della coppia una casetta la cui apertura permetta l’ingresso solo della cavia, per cui questa possa trovare un rifugio sicuro nel caso in cui il coniglio la molestasse. Molti veterinari tuttavia sconsigliano di tenere insieme cavie e conigli, per il rischio che il coniglio trasmetta al suo piccolo amico un germe, Pasteurella multocida, innocuo per lui ma pericoloso per la cavia.

Come introdurre una nuova cavia

È possibile trovare un compagno ad una cavia che vive da sola, a patto però di seguire qualche precauzione. Le cavie, infatti, essendo animali sociali tendono per istinto a stabilire tra loro una gerarchia (per decidere chi comanda) e sono anche molto territoriali, tendono cioè a scacciare eventuali cavie estranee che entrano nel loro ambiente.

Se non volete avere problema di continue gravidanze, con la necessità di dover poi tenere separati i due soggetti, è preferibile mettere insieme due cavie dello stesso sesso, a meno che non sterilizziate il maschio. E’ molto probabile che due maschi adulti lottino tra loro, ma se sono sterilizzati possono andare d’accordo molto più facilmente; due femmine non dovrebbero avere problemi ad accettarsi, con il tempo. Una volta scelto il nuovo venuto, vediamo come fare per mettere insieme i due animali nel modo migliore.

All’inizio andranno posti in due gabbie separate, ma collocate vicine, cosicché le cavie possano vedersi e odorarsi. In questo modo si abitueranno pian piano alla reciproca presenza, ma non potranno aggredirsi. Dopo qualche giorno, quando sembrerà che tra i due animali sia cessata ogni animosità, provate a toglierle dalle gabbie e lasciarle insieme; questo dovrà però avvenire in un territorio neutrale, in cui nessuno dei due animali sia mai stato, e che quindi non stimoli l’istinto a difenderlo dei due roditori. Controllate il comportamento dei due animali e non perdeteli di vista; se si manifestano comportamenti aggressivi o lotte vere e proprie, potete separare i due contendenti schizzando loro dell’acqua con uno spruzzino. A parte il caso di due maschi non sterilizzati, le due cavie dovrebbero gradualmente accettare la presenza l’una dell’altra. Lasciate insieme i due soggetti per un po’, e poi rimetteteli nelle rispettive gabbie. Quando siete sicuri che la coppia ha ormai fatto amicizia, potrete lasciare insieme i due animali nella stessa gabbia.

 

Alimentazione

La cavia è un erbivoro stretto: si nutre esclusivamente di alimenti vegetali. Ha un apparato digerente molto sensibile alle variazioni della dieta, perciò è molto importante evitare cambi bruschi di alimentazione, che causerebbero gravi disturbi intestinali. Tutti i suoi denti, sia i lunghi incisivi che i denti interni, molari e premolari, continuano sempre a crescere, e se non vengono adeguatamente consumati dalla masticazione del cibo causano disturbi gravissimi, fino a impedire all’animale di mangiare causandone la morte. E’ inoltre un animale molto difficile nelle abitudini alimentari: se viene fornito un tipo di alimento che non ha imparato a conoscere da piccolo, lo può rifiutare. Anche un cambiamento dei contenitori del cibo può causare un rifiuto ad alimentarsi. Le cavie, caso unico tra i roditori, necessitano una dose quotidiana di vitamina C; il loro organismo non è in grado di sintetizzarla, e la devono ricevere con l’alimento. In caso di carenza si verifica una grave patologia, lo scorbuto, che causa la morte del roditore. Molto spesso la dieta fornita alle cavie contiene una dose troppo bassa di questa vitamina. L’alimentazione si basa sulla somministrazione di fieno di ottima qualità, erbe di campo, verdure, piccole quantità di frutta, pellet specifico per cavie. Tra le verdure si possono offrire tutte quelle adatte all’alimentazione umana: carote, bietole, broccoli, cavolo, spinaci, cicoria, insalata, piante di campo. Di solito si può lasciare a disposizione una quantità di cibo illimitata (alimentazione “ad libitum”), a meno che non vi siano particolari ragioni mediche per limitare il cibo a disposizione. La dieta deve essere ricca di fibra e di vitamina C. Fate però attenzione ad operare ogni cambio di alimentazione in modo molto graduale, nell’arco di alcune settimane, per evitare disturbi intestinali.

I vegetali

Verdure fresche e piccole quantità di frutta vanno somministrate tutti i giorni come alimento principale; devono essere lavate accuratamente per evitare residui di pesticidi e una possibile contaminazione batterica. Le piante di campo devono essere raccolte lontane da aree esposte ai gas di scarico delle macchine, e non in zone in cui possano essere stati utilizzati pesticidi o erbicidi.

Il pellet

Il pellet dovrebbe venire somministrato come complemento di una dieta corretta a base di verdure fresche. In commercio si trovano dei pellets per conigli che non sono adatti all’alimentazione delle cavie perché non contengono vitamina C; in ogni caso occorre ricordare che la vitamina C è estremamente labile e si deteriora in circa sei settimane dalla fabbricazione del pellet, anche nelle migliori condizioni di conservazione. Un buon prodotto, che risponde come composizione alle esigenze della cavia, contiene vitamina C stabilizzata (si conserva per due anni, secondo quanto afferma la casa produttrice), è il pellet per cavie della ditta Bunny.

Zupreen Ricordate: i mangimi che contengono miscele di semi, fioccati e frutta secca NON sono adatti alle cavie, anche se vengono venduti apposta per questi animali.

La vitamina C

La vitamina C ha la caratteristica di esser molto labile e degradarsi rapidamente per esposizione a luce e calore. Una dieta adeguata, ricca di verdure fresche, dovrebbe fornire tutta la vitamina C di cui la cavia ha bisogno. Alimenti ricchi di vitamina C sono i peperoni rossi, il cavolo, il ravizzone, il prezzemolo e gli agrumi. Una tazza di cavolo fresco contiene circa 60 mg di vitamina C e un etto di ravizzone circa 125 mg. Il fabbisogno giornaliero di una cavia (circa 30 mg) può essere fornito con mezza tazza di tali verdure o un quarto di arancia. Attenzione però all’eccesso di brassicacee (come cavolo e ravizzone), in quanto contengono elevati livelli di ossalati (che possono causare la formazione di calcoli urinari). Mele, carote e insalata contengono quantità trascurabili di vitamina C.

SE LA CAVIA NON ASSUME ALIMENTI CONTENETI VITAMINA C E' MEGLIO PARLARNE AL VETERINARIO ESPERTO IN ESOTICI , LA CAENZA DI VITAMINA C PROVOCA LO SCORBUTO MALATTIA MORTALE .

L’acqua

L’acqua non deve mai mancare, anche se quando mangiano molta verdura fresca le cavie bevono poco. Occorre notare che spesso le cavie amano giocare con gli abbeveratoi a sifone, soffiando dentro l’acqua appena succhiata. Ciò porta alla contaminazione dell’acqua o anche all’ostruzione del beccuccio causata dalle particelle di cibo.

La coprofagia

Le cavie sono coprofagiche (come il coniglio e molti roditori): mangiano le proprie feci appena prodotte direttamente dall’ano (oppure dal pavimento, nel caso di soggetti obesi o gravidi). In questo modo le cavie si approvvigionano di vitamine, proteine e fibra. Nel caso dei piccoli, essi mangiano le feci della madre per procurarsi i batteri intestinali benefici che colonizzeranno il loro apparato digerente.

Alimenti vietati

Tutte le leccornie per i roditori vendute nei negozi per animali: bastoncini di semi e melassa, biscottini, bastoncini di cereali, caramelle allo yogurt, e così via. Semi di tutti i tipi (specialmente di girasole): troppo grassi e carenti di fibra.Pane, pasta, biscotti, dolciumi ecc.: possono causare gravi alterazioni intestinali.Cioccolata: è tossica.Parti verdi di pomodoro e patata (comprese le foglie): sono tossiche.I prodotti a base di latte: le cavie non tollerano il lattosio (nello yogurt non c’è il lattosio).

 

Le cure

La cavia non richiede vaccinazioni, ma non per questo dovete trascurare di portarla periodicamente dal veterinario per una visita di controllo, soprattutto subito dopo l’acquisto. La cavia di norma non deve essere lavata, perché si tiene pulita da sola. Se è a pelo lungo deve necessariamente essere spazzolata di frequente, per asportare il pelo morto e tenere in ordine il mantello. E’ importante tenere regolate le unghie, che se si allungano troppo possono crescere ritorte e danneggiare le zampe.

Sintomi che richiedono un’immediata visita veterinaria sono: comparsa di diarrea, difficoltà a mangiare o rifiuto di mangiare, mento e gola imbrattati di saliva, dimagramento, apatia, prurito intenso. Se la cavia non sta bene fatela visitare prima possibile, perché le sue condizioni di salute possono deteriorarsi molto rapidamente e ogni ritardo può compromettere le possibilità di guarigione.

1) DOTT. PRIMALDO MANGIONE CLINICA VETERINARIA GIRDINI MARGHERITA

TEL 051/ 392290

2) DOTT..SSA LIVIA ZAMBONI TEL 051/948094 CELL.335/ 6753827 CASTEL SAN PIETRO

TERME

ALIMENTAZIONE CORRETTA PER MANTENERLE IN SALUTE

 

SEMPRE FIENO A DISPOSIZIONE , NON DEVE MAI MANCARE

Il pellet Zupreen o Bunny per cavia un cucchiaio tutte le sere non esagerare .

La verdura e la frutta vanno date non fredde da frigo lavate e asciugate

Proporre preferibilmente di BASE:

- Cicoria(non tutti i giorni)- Radicchio/Trevigiana/Chioggia

- Sedano- finocchio 

- peperone tutti i giorni per la vitamina C

Proporre normalmente:

- sedano anche le foglie il gambo va tagliato perché è filamentoso

- finocchio

- carote

- radicchio rosso

- insalata trocadero

- peperoni dolci tutti colori

- Proporre con moderazione:

- bietole

- prezzemolo (contiene vitaminaC)

- spinaci

Da evitare:

 

- patate - aglio cipolla e bulbi in generale - peperoncino piccante

- piccioli e fogliame dei pomodori e dei peperoni - rabarbaro

- funghi - fagioli e legumi in genere

Alberi e arbusti commestibili:

- Acacia

 

Da evitare:

- Drupacee: albicocco, pesco, ciliegio, susino ecc. (se non vengono seccati per almeno sei mesi)

- Conifere: pino, abete, ginepro ecc..

- legno degli Agrumi: arancio, limone, cedro, mandarino ecc.

- Molte altre piante, soprattutto ornamentali, molto comuni nelle case e nei giardini, sono 

   tossiche o velenose.

- Erba medica(spagna)gonfiano

Frutta: sempre piccoli pezzi non esagerare

- Albicocche

- kiwi

- pere

- Ananas

- pesche

- Anguria

- pompelmo

-arance

- mele

- prugne

- banane (può causare costipazione, usare con moderazione)

- melone -

- ciliegie senza il nocciolo

– uva togliere i semini

 

La frutta deve essere sempre considerata un "di piu'" da dare saltuariamente e in porzioni molto piccole

Togliere sempre i semi della frutta (soprattutto dalla mela e da pesche, ciliege,albicocche, susine) perchè possono contenere sostanze tossiche.

Da evitare

- cocco e frutta secca

 

Erbe aromatiche: dare con moderazione e solo ogni tanto

- finocchietto

- basilico

- menta

-Rucola

 

Erbe selvatiche:

- tarassaco o dente di leone - margherita

- piantaggine lanceolata

- altea

- nasturzio

- achillea

- borsa del pastore

- trifoglio

-camomilla

- viola

- malva

ERBA DEL PRATO NON TRATTATA, VA BENISSIMO.

ATTENZIONE A OLENADRO E STELLA DI NATALE, SONO VELENOSE E MORTALI.

 

 

Il coniglio

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Ottobre 2011 22:24 Scritto da Administrator Giovedì 28 Luglio 2011 20:39

 IL CONIGLIO

a cura del Dott. Sergio Silvetti

 

Tassonomia

Il coniglio è il terzo animale da compagnia in Italia e la sua diffusione sembra ancora in crescita. È un animale molto socievole che instaura profondi legami affettivi con il proprietario e si adatta molto bene alla convivenza con le persone.

Tassonomia

Classe: Mammiferi

Ordine: Lagomorfi

Famiglia: Leporidi

Genere: Oryctolagus

Specie: Oryctolagus cuniculus

 

Il coniglio, sebbene da molti ancora confuso nell’Ordine dei Roditori, appartiene, insieme alle lepri (Genere Lepus), ai Pika (Famiglia Ochotonidae, Genere Ochotona) ed ai conigli dalla coda bianca (Genere Sylvilagus), all’Ordine dei Lagomorfi in quanto presentano un secondo paio di denti incisivi nella mascella superiore, i cosiddetti “denti a piolo”, “denti da lupo” o dagli anglosassoni “peg teeth”.

Il coniglio è originario dell’Europa del Sud e dell’Africa settentrionale. Già i Fenici ne apprezzavano le carni e chiamavano la Spagna “Terra dei conigli” (i-shepan-im, da cui il nome poi latinizzato in Hispania). Gli antichi Romani ne iniziarono l’allevamento e anche, involontariamente, la diffusione, a causa di alcune fughe e dall’adattamento in Natura in ambienti diversi da quelli originali. Furono i monaci medievali che iniziarono il vero e proprio processo di addomesticamento iniziando ad operare una selezione in base alle caratteristiche di docilità (adattamento alla cattività) e funzionali (taglia e tipo di mantello).

Oggi esistono numerose razze di conigli che variano in funzione del colore del mantello, struttura delle orecchie, tipo di pelliccia, forma del cranio e taglia (si va da razze che pesano meno di 1 kg a più di 8 kg), anche se la maggior parte dei conigli da compagnia originano da incroci tra diverse “razze”.

 

Caratteristiche anatomiche e fisiologiche

 

Il coniglio è una preda in Natura, è sempre vigile e pronto a rapide fughe e tutto il suo organismo si è sviluppato per ottimizzare queste caratteristiche. La muscolatura, soprattutto degli arti posteriori, è molto sviluppata e potente mentre l’apparato scheletrico è molto più leggero il che predispone a facili fratture. Le zampe anteriori posseggono 5 dita mentre quelle posteriori solo 4 provviste di unghie non retrattili.

La bocca del coniglio è molto stretta ed il labbro superiore è diviso da un solco che continua, dividendosi, nelle narici, da qui il detto “labbro leporino”. I denti sono in numero di 28, gli incisivi sono separati dai premolari da uno spazio chiamato diastema. Tutti i denti sono definiti ipsodonti e si accrescono per tutta la vita del coniglio (circa 10-12 cm per anno).

I conigli possono respirare solo attraverso le narici, la frequenza respiratoria è di circa 30-60 respiri al minuto, quella cardiaca di 180-250 battiti al minuto. Una particolarità è il movimento delle narici (“twitching” degli anglosassoni) che ha una frequenza di circa 20-120 movimenti al minuto ma che si può fermare quando il coniglio è completamente rilassato.

La cavità addominale è molto grande rispetto a quella toracica per contenere l’apparato gastro- enterico.

La maturità sessuale nel maschio avviene a circa 4-6 mesi di età a seconda della taglia, quando i testicoli si rendono evidenti nelle sacche scrotali prive di pelo localizzate cranialmente al pene, come nei marsupiali. Le femmine raggiungono la maturità sessuale intorno a 4-5 mesi di età le razze più piccole, mentre per le più grandi si arriva sino agli 8 mesi. La gravidanza ha una lunghezza di 30-33 giorni e, a seconda delle razze, vengono concepiti da 4 a 12 piccoli, partoriti solitamente al mattino presto. I piccoli nascono completamente ciechi, sordi, senza pelo. L’allattamento dura solo alcuni minuti una o due volte al giorno ma in questi brevi periodi i piccoli riescono ad assumere una quantità di latte, molto nutriente, pari a circa il 20% del loro peso. I piccoli escono dal nido a circa 2-3 settimane e sono completamente svezzati a circa 7 settimane di età.

                                                 

 

Comportamento

 

Il coniglio è un animale altamente sociale, gregario con una rigida gerarchia. Sono animali molto territoriali e si riconoscono numerosi comportamenti per la marcatura del territorio: spruzzi di urina sugli oggetti, deposizione di pellets fecali ricoperti dal secreto delle ghiandole anali ed inguinali in luoghi evidenti, sfregamento del mento sugli oggetti e sui soggetti del gruppo. I comportamenti per definire la dominanza sono ritualizzati e raramente portano ad uno scontro fisico.

Il comportamento del tambureggiamento del piede è impiegato per comunicare uno stato di fastidio, di irritazione o di allerta. L’alba ed il tramonto sono i due momenti della giornata in cui il coniglio si dedica alla ricerca ed al consumo di cibo. Per un ottimale funzionalità dell’apparato digerente devono assumere grandi quantità di fibra vegetale che serve sia come stimolo per il buon funzionalità dell’intestino che, dopo fermentazione intestinale, come fonte di nutrimento; i conigli, come le cavie ed i cavalli, sono gli unici animali in grado di ricavare nutrimento dalla fibra vegetale.

Sembra che i coniglietti vengano indirizzati a quale tipo di erbe nutrirsi in futuro iniziando a consumare, a circa 8-12 giorni, le feci che la madre lascia all’ingresso della tana. Un comportamento alimentare particolare è l’assunzione del ciecotrofo che viene consumato direttamente all’uscita dell’ano. Queste feci particolari sono il prodotto del primo passaggio dell’alimento più fine nel cieco ed è ricco di proteine e sali minerali. Sono feci più morbide, a volte a grappolo, ricoperte di muco che le protegge dall’acidità gastrica. Questo processo prende il nome di coprofagia, inizia, di solito, 3-8 ore dopo il pasto principale.

Il coniglio compie dei brevi sonnellini durante tutto l’arco della giornata ed anche durante questi brevi periodi è sempre molto all’erta, infatti, essendo preda in Natura, deve sempre essere vigile ed attento a tutti i rumori che lo circondano e pronto ad una fuga precipitosa.

 

Alimentazione 

Gli errori dietetici sono la prima causa di malattia nel coniglio da compagnia. Una dieta corretta deve comprendere alimenti ricchi di fibra, povera di carboidrati e grassi; in Natura il coniglio è un erbivoro stretto con un apparato digerente ed una dentatura altamente specializzati per il consumo e la digestione della fibra alimentare, i conigli selvatici si nutrono di erbe fresche, insalate selvatiche (Tarassacum spp.), fiori di campo, foglie e, se capita, di frutta caduta dagli alberi. La maggioranza dei conigli domestici invece, consuma regolarmente miscele “per conigli” costituite da semi di ogni genere, fioccati da mais, nella migliore delle ipotesi da pellettati, pane, bastoncini melassati, una serie di dolciumi infinita “per conigli e roditori”, fette biscottate integrali, biscotti, pizza…

Tutti questi alimenti sono altamente sconsigliati. L’alimentazione del coniglio da compagnia deve essere basata sul consumo di verdura fresca rappresentata da diversi tipi di insalata, prediligendo le insalate a foglia scura che contengono un più elevato tenore in fibra, le insalate di campo, erba di prato, le foglie di alcuni ortaggi, erbe aromatiche, ecc. Bisogna moderare la somministrazione di Brassicacee (la Famiglia del cavolo) e di foglie di spinaci, la frutta è consentita solo saltuariamente ed in piccola quantità, le carote possono venir somministrate anche se non sono l’alimento principale, meglio sarebbe somministrare il ciuffo verde che normalmente è molto gradito. Piante tossiche che è preferibile non somministrare sono il geranio, la stella di natale, la buccia e le foglie della patata.

Un alimento fondamentale è il fieno; è la maggior fonte di fibra lunga che permette un adeguato funzionamento dell’apparato gastroenterico e consente il buono sviluppo e mantenimento della tavola dentaria. In commercio esistono numerose qualità di fieno; è da preferire un fieno polifita (costituito da erbe diverse) che all’apertura della confezione presenti una buona colorazione verde, non abbia steli grossolani e di eccessiva dimensione ed emani un gradevole profumo.

Un capitolo particolare è quello dei pellets altrimenti detti “mangimi”. Dovrebbero essere costituiti da fieni, erbe e verdure pressate, contenere non meno del 18-20% s.s. di fibra grezza, proteine <15% ed un contenuto in grassi intorno al 2-3% max. La dieta può essere integrata con l’uso di un pellet simile, non sostituire l’alimentazione naturale cui devono essere abituati i conigli.

  

Queste sono le principali “leggende” che si ascoltano riferite a proposito dell’alimentazione del coniglio:

ü      non dare la verdura fresca perché altrimenti il coniglio si gonfia e muore

ü      non dare la verdura bagnata perché altrimenti si gonfia e muore

ü      è meglio dargli il pane secco, così si consuma i denti

ü      il coniglio deve mangiare solo cose secche, al massimo un pezzetto di mela

 

Queste informazioni se vogliamo, nascondono un fondo di verità.

Analizziamo i punti:

 

-          non dare la verdura fresca perché altrimenti il coniglio si gonfia e muore: questo è vero ma la ragione è che sin dallo svezzamento i coniglietti vengono abituati a mangiare miscele di semi, fioccati, pellettati, in questo modo la microflora intestinale viene selezionata per la digestione di questi cibi ed è quindi logico supporre che dei cambi improvvisi di razione provochino un repentino cambio delle popolazioni microbiche intestinali e le conseguenti fermentazioni anomale con eccessivo sviluppo di gas e diarrea. La semplice gradualità del cambio alimentare permette la selezione della nuova flora intestinale e impedisce lo sviluppo di queste sindromi, pericolose per la sopravvivenza del coniglio.

 

-          non dare la verdura bagnata perché altrimenti si gonfia e muore: questo è direttamente collegato alla spiegazione precedente, con l’aggiunta del fatto che la verdura non sia bagnata; è implicita la falsità di questa affermazione in quanto anche i conigli bevono…

 

-          è meglio dargli il pane secco, così si consuma i denti: i denti del coniglio sono rivestiti di smalto come in tutti i Mammiferi, essendo il tessuto organico più duro conosciuto un semplice tozzo di pane secco non aiuta a consumare gli incisivi, in più, essendo costituito da amidi complessi, il pane altera il normale pH del contenuto intestinale selezionando la flora microbica ed alterando il normale processo di formazione di acidi grassi volatili prodotti dalle fermentazioni

 

-          il coniglio deve mangiare solo cose secche, al massimo un pezzetto di mela: i concetti base sono già stati illustrati precedentemente, in più c’è però il consiglio della somministrazione della mela, come integratore vitaminico (una mela al giorno…). E’ consentita la somministrazione di pezzetti di mela purché saltuaria, in quanto contenendo zuccheri semplici, altera il pH intestinale nel modo visto prima. Nell’alimentazione naturale, i conigli selvatici possono trovare della frutta ai piedi degli alberi, ma la loro alimentazione, essendo già corretta, tollera le alterazioni provocate dal consumo di frutta, in un coniglio da compagnia, magari già alimentato non correttamente, è semplice intuire come anche piccole alterazioni nella razione, possano provocare manifestazioni anche gravi.

 

Caratteristiche anatomiche e fisiologiche

La gabbia deve essere sufficientemente spaziosa, robusta, a prova di fuga e facile da pulire. L’apertura deve essere abbastanza larga da permettere di afferrare agevolmente il coniglio; l’ideale è che sia presente sia un ampio sportello superiore, per tirare fuori il coniglio con facilità, che un’apertura laterale, per permettere all’animale di entrare e uscire dalla gabbia da solo. Il tipo di fondo è molto importante per prevenire lesioni alle zampe. Il pavimento della gabbia deve essere solido (non di rete), ricoperto da uno strato abbondante di lettiera (stracci, trucioli, pellet di carta riciclata o di tutolo di mais, paglia o fieno). Non sono adatti i materiali abrasivi come il ghiaino per gatti. Il coniglio sopporta meglio le temperature basse di quelle alte, e sopra i 30°C rischia di andare incontro ad un colpo di calore. Pertanto se la gabbia è sistemata all’aperto occorre che sia almeno in parte protetta dalla luce solare diretta. La temperatura ambientale ideale è compresa tra 16° e 21°C. L’umidità non deve essere troppo elevata (30-70%). All’interno della gabbia va posta una casetta che funga da tana, in cui il coniglio, possa nascondersi quando si sente minacciato. Il resto dell’arredo sarà rappresentato da recipienti per l’acqua e il cibo che non possano essere rovesciati. L’abbeveratoio ideale è quello a goccia, facile da mantenere pulito. La pulizia della gabbia deve essere molto frequente; la lettiera andrebbe cambiata tutti i giorni. I conigli possono essere facilmente addestrati ad utilizzare una cassetta per i bisogni, come i gatti, il che permette di lasciarli liberi per casa. Se il coniglio ha già spontaneamente scelto una zona per sporcare, la cassetta va posta in quella zona. Per incoraggiare l’uso della cassetta si può collocarvi qualche pallina di feci. In ogni caso i conigli non devono mai essere lasciati liberi di girare per la casa senza sorveglianza. Gli elementi della casa che costituiscono un pericolo per i conigli lasciati liberi sono rappresentati da fili elettrici, stoffa e fili se ingeriti, piante tossiche, farmaci, e qualunque sostanza pericolosa per le persone. Altri pericoli sono rappresentati dalle cadute dall’alto (terrazze) e dall’aggressione da parte di cani, gatti o furetti. I bambini piccoli dovrebbero maneggiare i conigli solo in presenza di un adulto, perché facilmente li possono lasciar cadere causando loro delle lesioni. Se possibile, il coniglio trae grandi benefici dalla possibilità di stare all’aperto al sole, pascolando l’erba. Ciò va fatto in zone sicure, dove non possa essere aggredito da altri animali e non siano presenti sostanze inquinanti. Per evitare la fuga, si può utilizzare un guinzaglio a pettorina. All’esterno il coniglio non deve mai essere lasciato libero senza supervisione.

 

 

   

Vaccinazioni

 

I conigli possono essere vaccinati contro due malattie virali: la mixomatosi e la malattia emorragica virale. Secondo la località geografica, il veterinario stabilirà il piano vaccinale più opportuno. I richiami devono essere ripetuti regolarmente per tutta la vita. Entrambe sono malattie a denuncia obbligatoria, che prevedono la soppressione degli animali colpiti. 

Mixomatosi

Può essere trasmessa per via diretta dagli animali ammalati o portatori a quelli sani o per via indiretta tramite artropodi (zanzare, pulci, zecche, ecc.). L’andamento può essere acuto, subacuto o cronico; alcuni conigli sono portatori asintomatici. L’incubazione è di 5-15 giorni. I sintomi comprendono: abbattimento, congiuntivite, scolo dagli occhi, rigonfiamenti cutanei sulla testa e gli arti, infiammazione degli organi genitali. La morte sopravviene in 5-10 giorni. La mortalità è elevata, e non esiste alcuna terapia. I conigli che sopravvivono possono eliminare il virus per lungo tempo. La vaccinazione dà una buona protezione ed èsempre consigliabile negli animali da compagnia. I coniglietti possono essere vaccinati per la primavolta a 30 giorni di età, con un richiamo a 8-10 settimane. 

Malattia emorragica virale

Colpisce i conigli al di sopra dei 30-50 giorni di vita. La malattia si diffonde sia per via diretta tra conigli ammalati e sani, che per via indiretta tramite insetti od oggetti contaminati. Il tempo di incubazione è breve, di sole 36-72 ore. La malattia si manifesta in modo improvviso con emorragie dal naso, dalla bocca e dall’ano, starnuti, crisi di tipo eccitativo, spasmi e morte; a volte si ha solo morte improvvisa. Non esiste alcuna terapia efficace.

La prima vaccinazione si esegue a 2 mesi e mezzo di età, ma in caso di necessità può essere anticipata.

Dr. Sergio Silvetti Med. Vet.

(SIVAE, AEMV member)

Via per Armeno n°1, 28010 Miasino (No)

 

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Maggio 2016 21:12 Scritto da Administrator Giovedì 28 Luglio 2011 20:39

 

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